lunedì 29 settembre 2008

Metamorfosi

Una stanza le cui pareti abbaglianti cercano di confondere la mia luce.
Le cui pareti ondeggianti si modificano, si stringono, si abbassano, costringendomi a contorsioni cinesi per riuscire a stare in piedi. Il respiro si fa corto, la luce iridescente e intermittente mi acceca. E le pareti sembrano sostare, per lasciarmi respirare, prima di chiudersi di nuovo sopra di me. Fermarle? In che modo?

Ho sempre rifiutato di nutrire la mia anima di mediocrità; me ne sono sempre guardata dal caderci dentro e rimanerci intrappolata. Banali futilità. Futile banalità. Differenza sottile, se permettete.
Penso initerrottamente ad un modo per poter migliorare il mondo, un piccolo, minuscolo modo per fare la piccola, minuscola differenza. Mi danno così tanto per cercare la coesistenza tra armonia e cinismo, talvolta anche sadismo, della vita. Ma non perchè siamo ciò che ci succede, ma perchè siamo ciò che sappiamo far uscire da ciò che ci succede.

Così impegnata a non urtare a non peggiorare con l'ignoranza le ferite altrui, ma anzi, se possibile alleviarle o condividerle. Per infondere fiducia, sicurezza, serenità. Coscienza. Fierezza.
Così incurante dei miei bisogni di verità, di fortificazione. Totalmente incapace di tutelare la mia felicità a medio o lungo termine. Non è tragedia, è un dato di fatto che ho accettato e sfrutterò a mio vantaggio, un giorno, se non sarò in grado di migliorarmi.

Lottare dunque per l'unica cosa di cui ci importi davvero? Liberarsi dal falso moralismo e infantilismo della massa e combattere sperando che val bene una guerra con se stessi?
Dovrei continuare a dissipare le mie energie sbattendo contro una porta chiusa?
A quale prezzo?
Cosa mi aspetta dietro per lottare così tanto? Perchè mi prende la smania di caricare e fare fuoco, per sfondare quella fottutissima porta che mi guarda ridendo chiamando il mio sangue?
Vuole la mia luce ma no..non cambio. Nemmeno in questa metamorfosi coatta.

Rimanere in questo limbo però non vuol forse dire continuare a lasciarsi succhiare dalla più indegna mediocrità? Forse solo aspettando..ma fino a quando? Fino a quando di me non sarà rimasto più nulla? Un involucro, sterile. Uno scempio.

No, io nasco testarda e continuo a credere nella mia forza che no..non cederò nè svenderò mai. Né al primo millantatore ciarlatano né all'ultima compiacente e presunta divinità scesa in terra. Né ad un piccolo alieno che si guarda in torno avvolto nel suo buio.
Perchè la mia forza, la mia grandezza, voi che ne sproloquiate tanto, non riuscite nemmeno ad immaginarvela.

Non importa quanti o quali sbagli io abbia commesso, né quanto debole sia staata nelle mie cadute.
La mia luce, Voi, non la ritroverete mai più in nessun altro.
Non riuscirete a togliermela, nemmeno se continuate a stordirmi in questo modo.
Né a scordarvela. Sarà un doloroso tatuaggio scalfito in ogni goccia del vostro sangue, in ogni raggio di sole che rompe le nuvole.

Esisterò sempre in voi.
Come cura, e come malattia.
Impossibile anche solo pensare di riuscire ad afferrarmi.
Volete farmi essere ciò che volete, solo così riuscirete a piegarmi. Ma io resisto.
Io non ho paura di farvi sfigurare davanti a voi stessi.
Anya

mercoledì 10 settembre 2008

Non si dice ma si pensa

Grazie e tanto tanto bene,
a chi mi sa leggere negli occhi,
a chi mi sa riconosce dal profumo e sente la mia presenza senza vedermi,
a chi pazientemente raccoglie ciò che perdo cercando di rimproverarmi buffamente.

A chi chiede di ascoltarmi, a chi chiede di parlare, a chi mi ascolta e segue le mie opinioni,
a chi mi guarda negli occhi e mi lascia andare fiducioso,
a chi sa qual'è la cazzata giusta al momento giusto.

A chi pensa che io riesca sempre ad essere giusta,
a chi mi chiede "mi perdoni tanto tanto perchè ti voglio bene?"
a chi mi fa credere che sia importante il mio sorriso,
a chi non chiede le cose a cui non voglio rispondere,
a chi non parla ma con il pensiero ringrazia.

A chi riconosce il mio carattere,
a chi sa che non ho paura di farmi male cadendo,
a chi sa che vado avanti ostinata, coerente, ma che quando ho paura è impossibile tenermi,
a chi sa cosa c'è sotto il mio cumulo di sabbia,
a chi pensa di conoscermi e a chi vorrebbe poterlo dire.

Grazie a chi mi spiega luce solare, atomi, forza di gravità, bosoni e protoni e buchi neri nell'universo e mi fornisce enigmi su cui arrovellarmi ma di cui in realtà, non ne capisco ancora l'utlilità, e ne sottolineo il mio dissociamento...ma forse ho potuto elaborare una metafora.
Quindi a certi titanici enigmi non si può trovare una soluzione, o una spiegazione per forza solo perchè si vuole.

Tanto bene a chi sta scoprendo tanta gente che non vale nulla, e sa riconoscere quanto vale lei, e quanto ben usato fu il suo tempo ;-D

Applausi ed onore a chi, dopo tanti anni riesce a chiudere una porta più volte violata, con dignità e senza rinunciare alla soddisfazione di poter dire ciò che pensa in Grande Stile. Chi ha scandito la sottile epigrafe con determinazione, rispetto, chiudendo la porta da Signore.
Frecce partite dal dolore che nel loro volo si sono trasformate da sofferenza, a rabbia, a liberazione. Giunte a destinazione senza possibilità di replica. Perchè la verità, detta da chi ti aspetti che ti giustifichi sempre, brucia, e non ammette appelli né amnistie.

Rispetto per chi è sempre di buon umore, e non si tira mai indietro.
Amore, per chi sta cercando di trovare sulla strada qualcosa che si possa chiamare felicità, e ci sta impiegando tutto il giusto tempo che necessita.

Buona giornata

Anya

lunedì 8 settembre 2008

Sotto agli occhi inerti e inermi

Pensi non mi accorga di ciò che stai facendo?
Di cosa ti sta succedendo da un po’?
Te ne stai lì, toute-seule, a bendarti e leccarti le ferite,
arrivando al punto di scoppiare quando le parole non possono più stare nel silenzio.

Sei li pronta a farti ridurre a brandelli, un giorno dopo l’altro,
senza alzare la voce, senza avanzare pretese su ciò che dovrebbe essere un tuo diritto.

Non vuoi guardare davanti a te, ti rifugi nell’amore, ma lo sai che se guardi avanti vedi qualcosa che non ti piace. Vedi una persona con cui un tempo stavi bene, e ti faceva sentire bene.
Ora, tra le sue amicizie che si ostina a voler vestire di adolescenza fuori luogo, crede di poterti tenere con lui solo facendoti male. Ferendoti. Ignorandoti.
Ma quanto vali più di lui? Non te lo vuoi chiedere, vero?
Quanto vorresti che questo limbo terminasse? Quante volte ti butti via andando avanti con i pensieri senza cognizione di causa, e soffrendo, inferendo segni indelebili su di te, che vuoi tenere nascosti?
Perché ci provi gusto a stare male, ci provi gusto a pensare che un giorno i tuoi sogni erano altissimi nel cielo, e come aquiloni colorati facevano invidia a tutti, fino a quando, l’amore ti ha investito.
I sogni coesistevano, i sogni volavano sempre più in alto. Ora per che rischi di perdere l’unica cosa che possa dare un senso alla tua vita, o più probabilmente l’hai già persa, ti spaventi, l’asma ti sorprende, e la mediocrità si beffa di te, e del tuo comprendere che da un po’, i tuoi sogni, erano umili e sinceri, e portavano tutti il suo nome.
Ma nella loro semplicità, e se vogliamo banalità, erano i migliori. Sarebbe stata la miglior vita mai desiderata. Mai avuta.

Ma ora tutto è cambiato, lasciati pure distruggere da qualcosa che non potrai mai sconfiggere, senza reagire, senza ribellarti, senza parole…incassando i colpi bassi. Perché lo fai? Come puoi farlo? Che diritto hai di buttarti via così? Che diritto hai di permetterti di sognare ancora o vedere un po’ di luce? Tanto sai già che non sarà così. E se sarà..non sarà comunque come speravi tu.

Ti trovi a scansare chi ti vorrebbe avere, chi si preoccupa per te, chi vorrebbe espiantare questa tua nemesi dell’anima, chi ti dice ogni giorno quanto vali, e invocare chi invece ti ha, ma non ti vuole più. Tra tutte queste tu hai già scelto dietro quale dissipare la tua energia.

E così, mi guardi nei miei occhi impotenti, e mi chiedi di poter sparire, mi confessi che vorresti dimenticarti di tutto ciò che la tua vita ti ha dato sin ora, andare via, senza niente che ti ricolleghi al tuo ieri, e partire, alla caccia di quegli aquiloni lontani che un giorno popolavano i tuoi cieli. Che un giorno pensavi potessero diventare realtà. Prima di perdere il controllo su te stessa, in quei tempi in cui ti spaventava, ma poi hai capito di poterti abbandonare a quest’onda di felicità tutta tua, senza riserve. E ora ti maledici per averci creduto, perché in fondo era così bello che forse non hai mai creduto potesse essere vero.

Corri Valchiria, ti attendo per portarla nel Walhalla, dove gli dei mortali e i guerrieri già consci del proprio destino trovano pace all’ombra della tua dedizione.
Prendetevi cura di lei.
Anya

lunedì 28 luglio 2008

Hoop Dance

Sono stata fortunata.

Sono nata nella parte sviluppata nel mondo. In un Paese dove non ci sono grossi disagi ambientali. In un Paese florido di stimoli che ha aiutato il formarsi di personalità geniali, di artisti, di musicisti. In un provincia all'avanguardia, ma che negli angoli non perde l'attaccamento alle tradizioni.
A volte mi sembra di perdermi nelle tempeste folgoranti dei miei bicchieri d'acqua, rigorosamente mezzi pieni (quindi a maggior rischio di perdita). Ma poi, penso a dare il giusto peso alle cose, senza per questo far scivolare ciò che per me, per la mia vita, reputo importante. Solo riuscire a scindere il significato di qualcosa di personale, con qualcosa di più cosmico. Imparare a non aspettarsi che chi sta fuori dal ns cerchio personale, possa dare lo stesso peso ad una nostra tempesta.

Hoop dancer.

Abbiamo tutti i nostri totem, i nostri tabù, le nostre tribù e i nostri clan. Pensiamo di esserci scrollati di dosso i primordiali istinti e ancestrali riti, ci riteniamo evoluti...ma la verità è che ci basiamo e organizziamo la nostra vita in base agli stessi, identici principi. E se ci farete caso, scorgerete tribù, clan, totem, e tabù in ogni vostra vita, passeggiando per strada, leggendo il giornale, parlando con un amico...ne vedrete sempre più.


Anya

domenica 27 luglio 2008

No way out. - Caraibi all inclusive

La base navale di Guantanamo, sulla costa sud-occidentale di Cuba, è sotto amministrazione statunitense dal 1903. Quando nel 1959 Fidel Castro arrivò al potere, denunciò l'accordo, bloccò l'accesso alla base, tagliò la fornitura di acqua potabile e la circondò di mine e di una recinzione rafforzata.
Dopo la guerra in Afghanistan il governo USA ha aperto il campo di prigionia all'interno della base. Vi vengono insediate persone che il governo americano riterrebbe collegate ad attività terroristiche.


I militari non potrebbero aver scelto un posto migliore per costruire il campo X-Ray.
Vicino alla frontiera con Cuba si trova la zona più arida e asciutta di tutta la base. Lì la temperatura a metà mattina raggiunge facilmente i 40 gradi. La sera vengono accesi 16 fasci di luce potenti, che non sono spenti per tutta la notte. Sembra che il sole non tramonti mai nell'accampamento X-Ray.
Agli inizi le celle assomigliavano pericolosamente a gabbie per animali, i prigionieri della guerra dell'Afghanistan confinati a Guatanamo si trovavano alla mercè dei venti.
Le celle erano due metri per due, all'aria aperta. Tetto di compensato, pavimento di cemento, due file di fil di ferro x pareti sovrastate da filo spinato.
I giornalisti non possono fotografare i detenuti. Nemmeno gli arrivi degli aerei partiti da Kandahar. E' il Lìder Maximo a permettere l'accesso della stampa internazionale a un osservatorio dalla parte cubana adiacente alla pista.
Eccoli che atterrano: ogununo scortato da due uomini della polizia militare. Occhi bendati, tappi nelle orecchie, maschera che copre naso e bocca, cappotto blu, tutina arancione dei prigionieri degli Stati Uniti. Ammanettati piedi e mani alla cintura.
Poi ecco il controllo di due ore, durante il quale restano rannicchiati, ammanettati, occhi bendati, orecchie tappate.
Tuta arancione made in Mexico, ciabattine made in Cina, due secchi americani, due asciugamani di sconosciuta provenienza, dentrificio, spazzola senza manico, saponetta, shampoo.
Eh? Shampoo?? Ma non sono tutti rasati e sbarbati a dovere prima di lasciare l'Afghanistan? Si..e quindi? bah, controsensi americani!!
Comunque ora li conosciamo, i protagonisti di questa storia...ecco, si presentano così. Tante mine vaganti arancioni dalle teste rasate e con le ciabattine cinesi. Ora arriva lo svolgimento del testo. E forse, più tardi, l'Happy Ending che ai bambini, bianchi, rossi, gialli, neri o caffèlatte, no...non si può certo negare.
Certo la vita li poi è cambiata, il governo Usa aveva deciso per un salto di qualità e si mise a fare i lavori di ampliamento...anche perchè nel frattempo, questi uomini si erano moltiplicati. In sei anni quasi 800 prigionieri sono stati detenuti nella base. Poi si sa, chi va, chi viene...secondo gli ultimi dati ora siamo a quota 390.
Le gabbie per i polli lasciarono il posto a altre strutture, anzi più di una, ad un vero e proprio sistema organizzato di detenzione. Ogni Camp ha un nome, e un numero di riconoscimento.
Non come i protagonisti di questa brutta storia, dato che non sono classificati dal governo usa come prigionieri di guerra, nè come imputati di reati ordinari (il che potrebbe garantire loro processi e garanzie ordinarie), ma sarebbero invece ristrettamente definiti come detainees (detenuti) senza dichiarato titolo.
Non sapremo come chiamarli, ma sappiamo cosa fanno durante il giorno: 22 h al giorno confinati in celle individuali in acciaio, privati di qualsiasi contatto con il mondo esterno e con gli altri detenuti. Nessuna finestra verso l'esterno. Niente luce naturale, nè aria fresca. Forse si erano resi conto che lasciarli in balia degli uragani, tutti insieme, che potevano parlare, pregare insieme, guardarsi in ogni singolo istante.... non era molto simpatico! Qualcuno si sarà lamentato e loro hanno premurosamente risolto la questione.
Nessuna attività fisica è consentita, se non durante le ore notturne in un cortile esterno con alte mura, da cui la luce naturale filtra a malapena. Sono esposti a un'illuminazione permanente e a una sorveglianza costante. Ciò rende impossibile il sonno continuato certo, ma i ragazzi almeno non stanno sotto la pioggia torrenziale.
La croce rossa internazionale e altre associazioni attente al rispetto dei diritti in quanto umani (umani...non è né sinonimo di innocente né opposto di colpevole), hanno definito le condizioni di detenzione "estremamente dure", e temono che esse, in aggravante alla loro manifesta disumanità, possano arrecare gravi disturbi alla salute fisica e psicologica dei detenuti, che già soffrono di uno stress enorme per essere incarcerati a tempo indeterminato, spesso senza conoscere i capi d'imputazione mossi nei loro confronti e senza un'adeguata assistenza legale, nè alcuna forma di contatto con i famigliari.
-775 persone sono state detenute a Guantanamo
-17 prigionieri vi sono portati quando avevano meno di 18 anni. 4 di loro sono ancora detenuti
-Nessun prigioniero è mai comparso davanti ad un tribunale ordinario degli Usa
-10 prigionieri devono comparire davanti a commissioni militari, giudicate illegali dalla stessa Corte Suprema degli USA
- Agosto 2004/Marzo 2005: esaminati dal Tribunale per la Revisione dello Status di Combattente 558 casi: 520 sono stati giudicati combattenti nemici. Durante i processi gli accusati non avevano avvocato, nè accesso alle prove. Usate dichiarazioni fatte sotto tortura.
-40 tentativi di suicidio, 3 portati a compimento il giugno 2006
-Solo il 5% dei detenuti è stato catturato dalle forze statunitensi; 86% è infatti stato arrestato da forze pakistane o dell'Alleanza del Nord, e venduto agli usa per migliaia di dollari
- Più di 200 hanno intrapreso scioperi della fame
- Settembre 2006: alcuni detenuti sono stati trasferiti a Guantanamo dopo 4 anni e 1/2 trascorsi in isolamento sotto custodia segreta della Cia.
Questi ultimi detenuti "di alto valore" sono state vittima di sparizione forzata (crimine di diritto internazionale), e chi li teneva con se, in posti sconosciuti, ha persino confermato che almeno uno di essi è stato sottoposto al waterboarding.
Vi consiglio di guardare Road to Guantanamo, prima di poter archiviare tutto con un'alzata di spalle. Dicendo che tanto, non si capisce mai dove sia la verità. Il fatto è che non ci sforziamo più di tanto per cercarla. Ormai si pensa sempre che ci sia qualche pacifista frustrato dietro a qualsiasi tentativo di controinformazione. Forse ci siamo abituati in fretta ad essere indottrinati, impasticcati di tutto ciò che ci sventolano davanti.
Se cercate Baia di Guantanamo su Wikipedia, come voci correlate, escono: Tortura e Waterboarding.
Può essere che sia solo il lenzuolo bianco di qualche vegano che sollevi queste argomentazioni? Credete davvero che se ne possa fare una questione politica, piuttosto che umana? Disprezzo chi dietro ogni pensiero, ogni esclamazione, ci vede uno schieramento. Se fosse davvero così..gente, stiamo tornando indietro di molto.
A proposito..sapete cos'è il Waterboarding? E' una forma di tortura, usata per estorcere confessioni o informazioni. Si immobilizza un individuo su un asse inclinato, piedi in alto, testa verso il basso. Gli si bloccano braccia e gambe. A discrezione la faccia può essere coperta, o no.
A questo punto viene versata più volte dell'acqua sulla faccia. La sensazione di annegamento è imminente, come se ci si trovasse sotto un'onda. Subentra il riflesso faringeo, e la mente crede di affogare. La mente invia un segnale di morte imminente. La minaccia di morte imminente è considerata una tortura, anche dalla legge statunitense.
Inoltre..sapete cosa stabilisce la Terza Convenzione di Ginevra?
Qualsiasi controversia relativa allo status di un prigioniero deva essere giudicata da un tribunale competente.
L'esercito Usa stesso ha messo a disposizione questi tribunali competenti per i prigionieri catturati nel 1991 nella guerra del golfo. Ma questa volta, l'EredesignorBush, ha rifiutato di attenersi alla Convenzione.
HAPPY ENDING, O CAMPAGNA ELETTORALE?
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha riconosciuto che i sospetti terroristi detenuti a Guantanamo hanno gli stessi diritti degli altri detenuti USA, tra cui quello di ricorrere a tribunali ordinari contro la detenzione.
Sia il candidato alla presidenza Democratico Obama, sia quello repubblicano McCain si sono schierati per la chiusura di Guantanamo.

giovedì 10 luglio 2008

Perle

Vorrei scrivere di un grande uomo, e so già chi, ma prima devo elaborare dati e idee.

Nel frattempo quindi lascio fugaci perle che nascono, si formano, prendono consistenza, e rotolano via in un flebile bagliore...una dietro l'altra, seguendo lo stesso filo conduttore, o saltellando di pensiero in pensiero, di sguardo in sguardo...


A che inspiegabile punto conduce la "non conoscenza dell'altro"?
Coniugare l'ignoranza con l'arroganza,
vestirla di intolleranza e moltiplicarla per qualche comoda bugia razzista,
è purtroppo facilissimo.

Suggerire la conoscenza come antidoto alla paura è senz'altro efficace, ma difficile.

Nel leggere le varie situazioni nazionali e internazionali trovfo tanta, sconcertante, ignoranza: ricordare è necessario per, se possibile, non ripetere gli stessi errori.

Motivazioni di guerre che si reggono su presupposti o giustificazioni false o clamorosamente sbagliate. E' assurdo. Non si può creare un'alleanza che non esiste. Esiste solo un approfitare reciproco delle complicità, del supporto a progetti non condivisi nelle motivazioni ma atte ad attaccare un unico, comune nemico.
Un famoso adagio recita: "Il nemico del mio nemico è mio amico".
E lo si può verificare..sia nelle situazioni mediorientali, sia in Tom e Jerry.
Jerry e il cane (Spike?) sono schierati sul fronte comune solo perchè entrambi combattono Tom.
C'è compicità solo in azioni dirette a danneggiare il gatto. Piani comuni, obiettivo comune, ma motivazioni, e stili diversi. Il topo per scappare dalle sue grinfie, il cane per attaccarlo.
E se tutti hanno visto Tom e Jerry, come pensa la stampa di poterci rifilare certe cazzate? Fingendo che non siano informazioni stridenti?

E' impossibile mettere d'accordo chi considera combattenti per la libertà quelli che l'altra metà del mondo considera terroristi. E viceversa.

Nel calderone dell'estremismo islamico si produce una nebulosa indistinta, nella quale convergono religiosi fanatici, estremisti laici palestinesi, estremisti sciiti iraniani e libanesi, e affaristi senza scrupoli; creando così una miscela esplosiva.

Doloroso farsi incantare, restando impalate a guardare porte, che sappiamo appartenere alla nosra anima, e che non portaranno mai il nostro nome.

Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I carateri più solidi sono cosparsi di cicatrici.

E' un buco dentro.
Per quanto lo si possa ignorare c'è.

Non sforzarti di essere migliore degli altri; cerca di essere migliore di te stesso.


Socrate disse:
Dai pensieri più profondi, spesso si origina l'odio più mortale.

Nitsche disse:
Quando guardi a lungo nell'abisso, l'abisso ti guarda dentro
Anya

domenica 29 giugno 2008

1, 2, 3, 4...musica Maestro!

Piccolo Intro

1.. 2.. 3.. 4.

Auguro a tutti quelli che sentono di avere un piccolo bagliore dentro, di non aver paura a seguirlo, di dedicargli tutto. Auguro a chi crede nei sogni, di poterne realizzare il maggior numero possibile.
Auguro a tutti di lasciare delle bricioline sulla propria strada, per non dimenticarsi mai da dove si viene, e chi si è lasciato indietro. Per riuscire a scorgere sempre la via anche quando ci si sente smarriti. Contare le briciole per terra, per potersi rendere conto della strada fatta, da soli, dai traguardi raggiunti, le difficoltà superate.

Auguro a chi è lonano da casa di continuare a spargere briciole, finchè si sentirà a posto con se stesso. Di compiere i passi necessari per arrivare dove vuole, e di non aver paura di allontanarsi troppo. Perchè tra le bricioline, se ci si gira indietro a guardare bene, sono rimasti i sorrisi di chi amiamo, che ci sostengono e tengono la luce nelle serate fredde, e buie.

28. Giu.2008

Poche parole non possono esprimere bene certe emozioni simbiotiche che a volte si provano.
E' stato stupendo essere li mentre questo grande, grandissimo uomo a cui voglio un bene infinito, ha realizzato uno dei suoi sogni.


Il voto sudato alla musica.. Obiettivi sempre più ambiziosi, mille progetti e duemila idee, con il costante morso del dubbio di non riuscire a portare avanti tutto. Ce l'hai fatta.

Quando sei salito sulla pedana ho dovuto avvicinarmi per guardare meglio...eri davvero tu? Tiratissimo come mai ti avevo visto, elegante, maestoso...no..quello non era Pol..era Paolo .
Ti sei tirato il collo a destra, poi a sinistra, chiudendo gli occhi. Poi hai respirato profondamente due o tre volte.
In quell'interminabile sequenza, che altro non è stata che un breve istante, potevo sentire la tua tensione, e per un motivo inspiegabile...mi sentivo agitata anche io!!
Ma poi hai guardato gli elementi, hai annuito con la testa, quasi a dire "ce la faccio" e hai iniziato a muovere la tua bacchetta.

Da lì, è stata magia. Non riesco a trovare parole adatte per una degna descrizione. "Emozionante" potrebbe calzare...ma sarebbe limitativa.



In "I will survive" quando ti sei girato e hai fatto cantare, bacchetta alla mano, il pubblico..è stato come vedere il finale di un film, quando le emozioni sul viso del protagonista crescono al punto di sentirne il profumo nell'aria.

Ero accanto a tuo fratello mentre raccontava a un amico arrivato in ritardo com'eri andato: le sue parole sono state: "questa sera era vasco.. era lui". :-)
E dopo la serata c'era il Papàvinci tutto contento e tronfio di aver passato i suoi geni ad un uomo che sta facendo crescere il suo talento a vista d'occhio.

Complimenti dal cuore. Davvero, ti stimo tantissimo.

E' bello esser testimone di un sogno che si realizza. Il primo, il quarto, il sedicesimo, il più piccolo o il più grande...ma è bello. Ancor più toccante se a realizzarlo è qualcuno a cui vuoi bene, e qualcuno che se lo merita davvero.

E come in tutti i copioni, dopo la performance arriva il momento di gloria, in cui tutti cercano il protagonista, si complimentano, gli offrono fiori, vino, polenta, salame, frittelle, arrivano i baci, gli abbracci, le parole sparate come proiettili...persone che si avvicinano, chiedono qualcosa e se ne vanno.
E lui, in mezzo a questo girotondo, disorientato ma non più di tanto, Felice, come un bambino.

Pochi minuti e tante cose raccontate. Non c'era tempo per elencare gli obiettivi raggiunti. Ma solo di presentarmi quelli nuovi. E raccontare, per quanto possibile, l'emozione.

Pol, io tifo per te. Tieni botta. In tutti i tuoi progetti. Non ti sei mai dato a metà, ma ti sei sempre buttato a picco in tutto, nonostante il pericolo di rimanerci scottato.
Sei grande, e per questo non ti sei mai curato che la tua strada ti portasse a stare fuori dai soliti e inquinati giri, sempre gli stessi e aridi di stimoli, per un po'.
Una capanna sudatoria per stare con te stesso. Prima il monte. Ora una tana con un cuore che ti attende.

Sono Felice che stai BENE. Sei sempre stato, tra tutti, un"fratellone" alla quale mi sono da sempre sentita più legata. Perchè sei diverso. Mi è dispiaciuto tanto vederti poco ultimamente, ma in fondo ero felice di sentire in giro che avevi altro da fare. O che uscivi poco. Tu non hai una vita così limitata.

Auguro a questo talento raro, questa musica viva che scorre, di continuare sempre così sulla sua strada, qualsiasi sceglierà. Di essere caparbio nel portarsi dietro ciò che vorrà continuare ad avere nella sua esistenza, e lasciare ciò per cui non vale la pena fermarsi o cambiare i programmi.
E ti auguro di non perdere mai il Pol che c'è in te.


Io, ci sarò. Per stringerti la mano dopo ogni sogno realizzato. Sempre.


Anya